mercoledì 2 dicembre 2020

Un colpo alla botticella (ma non quello giusto)




Cosa legano Roma e Catania, luoghi che amo e conosco profondamente? Il triste destino dei cavalli. Nella città eterna le botticelle hanno scorrazzato per anni moltitudini di turisti in cerca di un'esperienza da ricordare e da raccontare. Tutti in carrozza: sposini, famiglie, comitive. Perché un giro comodi, comodi non si nega a nessuno. Ma il divertimento e il piacere di qualcuno può diventare sofferenza e sfruttamento per qualcun altro. Altro che praterie: ai cavalli della Capitale è stata negata un'esistenza dignitosa e libera. Hanno trottato sotto il sole cocente e in mezzo al traffico, senza se e senza ma, per qualche rondella di carote o bruscolino. Sembra che presto le rotte delle botticelle lasceranno il centro storico (con eccezione delle Villa Borghese, il Parco degli Acquedotti e Villa Pamphilj) per percorrere le zone verdi di Roma e che i vetturini romani saranno trasformati, se vorranno, in tassisti. E i cavalli che fine faranno? Non hanno licenze da convertire, solo zoccoli consumati da una faticosa carriera subita. Ecco, non vorrei che la loro ultima corsa finisca al macello. Perché a due passi dal 2021 ancora consideriamo gli animali esseri viventi di serie b quando invece fanno parte del nostro tutt'uno. Siamo nello stesso insieme, facciamo parte della stessa famiglia, camminiamo, anzi galoppiamo, nella medesima valleverde. C'è solo una differenza: noi sappiamo costruire e demolire con le parole e i fatti. Sappiamo parlare di rivoluzione green ma poi investiamo denari in allevamenti industriali e agricoltura intensiva. In casa ci circondiamo di piante ma poi della foresta pluviale amazzonica ci importa tanto quanto i corpi usurati di queste splendide creature sottratte alla loro natura.
I cavalli, ça va sans dire, hanno vita dura pure a Catania. Se non sono "impiegati" nelle corse clandestine diventano un'attrazione turistica a forma di polpetta o bistecca: Via Plebiscito è la Mecca dei consumatori di ciccia equina, le vie o quartieri limitrofi contengono stalle poco bucoliche e stallieri dall'alto tasso di velocità.
Platealmente, in un modo o nell'altro, da una città all'altra, gestiamo gli animali come cose che oggi ci servono, domani chissà. Eppure la nostra onnipotenza, il nostro senso di superiorità, il nostro specismo stanno compromettendo la bellissima valleverde che solo per caso abbiamo la fortuna di attraversare.
Facciamoci un giro (in carrozza pur che sia elettrica), mangiamoci una polpetta (se vegetale ancora meglio), facciamo tutto liberamente tenendo bene in mente che la nostra libertà finisce dove inizia quella di chi ci sta accanto. Anche quando sfoggia una bellissima criniera.

Approfondimenti

1 commento:

Un pizzico di me

Ho manie di piccolezza. Mi piacciono i sassi, le foglie, gli origami. Mi piacciono gli occhi che non mentono, le dita che sfogliano, i piedini che calciano. Mi piacciono le parole semplici e gli haiku complessi, le chiavi che aprono ma non serrano, i coriandoli che volano, le frittelle che ingrassano. Mi piacciono le gocce di rugiada e le bolle di sapone. Sì, mi piacciono le piccole, le piccole grandi cose.

Ultimi post inseriti

Random

"