mercoledì 21 febbraio 2018

Pasta calcio e pepe

13:13:00


Il calcio sta a cuore a tutti gli Italiani. Che rotoli in campo o faccia rotolare bambini dai grassi saturi non importa. Il fabbisogno di questo nutriente nella nostra società è talmente critico che lo svezzamento vegetale sembra mettere a rischio la carriera di futuri goleador costretti a lasciare la partita causa crollo ossa. Ebbene sì, la struttura scheletrica con annessa densità del pargolo risultano al primo posto nella classifica delle domande che una mamma vegana riceverà dal momento del concepimento fino allo sfinimento. «Come cresce o crescerà tua figlia?». «Mangiando!», rispondo io. Cecilia – 2 anni compiuti lo scorso ottobre e alta come i suoi compagni di nido di 3 – lo assume facilmente attraverso molti alimenti vegetali che ne sono ricchi: verdure a foglie verde, tofu e tempeh, erbe aromatiche, semi oleosi e frutta secca, legumi, frutta essiccata e disidratata, latte vegetale addizionato, acque calciche. Eliminare i latticini dalla dieta senza pregiudicare i giusti livelli di calcio nel nostro organismo è possibile. Chiedetelo a Mirko Bergamasco, campione di rugby (sottolineo rugby), vegano che con le ossa non ci gioca. E se anche voi avete a cuore non solo gli animali, ma anche femori, denti e il resto del vostro corpicino fatte incetta di questo primo, la mia versione calcica della pasta cacio e pepe romana!

ingredienti
4 etti di bucatini (o spaghetti)
1 cavolfiore
farina di mandorle
lievito alimentare
pepe nero
sale q.b.
olio extra vergine di oliva q.b.

difficoltà
facile

Cuoci per qualche minuto il cavolfiore in acqua bollente e fallo raffreddare dopo averlo schiacciato con una forchetta. In una padella fai rosolare il pepe con un filo d'olio. Nel frattempo fai cuocere al dente la pasta e mantecala in padella insieme al pepe, uno o più di mestoli di acqua di cottura, la farina di mandorle e il cavolfiore. Per renderla ancora più cremosa aggiungi un po' di panna di soia e se così non ti basta taglia a striscioline il mopur affumicato per un gusto ancora più deciso. Buon appetito!

lunedì 19 febbraio 2018

Patate mon amour

12:51:00
Lesse, fritte, al forno, al vapore, grigliate, al cartoccio, gratinate. Le mangerei pure crude se non risultassero indigeste e forse pure tossiche. Che siano a pasta gialla, a pasta bianca, novelle o a buccia rossa non importa perché nella mia personale Top Ten dei cibi preferiti ci sono proprio loro, le P-A-T-A-T-E! Questi vegetali meravigliosi si prestano a tutto e io approfittando della loro versatilità invento mille ricette, naturalmente meravigliose. Oggi ve ne propongo due, facilissime e gustosissime, che potrete preparare velocemente ai vostri figli, ai vostri nipoti, ai vostri genitori, ai vostri compagni, ai vostri amici. E soprattutto a me, vegana golosa.

Patate, broccoli e cipolla rossa

ingredienti
1/5 kg di patate grandi
2 mazzi di broccoli
1 cipolla rossa
pepe nero
sale q.b.
olio extra vergine di oliva q.b.
sottilette vegetali

difficoltà
facile

preparazione
30 minuti

Dopo aver lavato accuratamente le verdure taglia le patate in quarti e la cipolla a fette abbastanza sottili, mentre del broccolo utilizza soprattutto le cimette (il resto conservalo per insaporire zuppe o brodi). Metti il tutto in una pirofila da forno, sala a tuo gusto, aggiungi un filo d'olio e spargi senza se e senza ma le sottilette. Cuoci a 220 gradi per circa 30 minuti.

***

Patate aromatiche

ingredienti
1 kg di patate grandi
2 rametti di rosmarino
2 ciuffetti di salvia
2 rametti di timo
pepe nero
2 manciate di sale grosso
olio extra vergine di oliva q.b.

difficoltà
facile

preparazione
10 minuti

Lava, pela e taglia in quarti le patate dopo averle asciugate con uno strofinaccio. Friggile in olio caldo e appena saranno croccanti elimina l'olio in eccesso disponendole su un foglio assorbente. Nel frattempo aggiungi il sale grosso al trito di erbe aromatiche e mescola il tutto con le dita. Inforna per 10 minuti le patate a 220 gradi dopo averle ricoperte con le erbe. Prima di servirle aggiungi a piacimento il pepe preferibilmente macinato al momento. 


mercoledì 14 febbraio 2018

Come il cielo, come la terra

19:00:00


Cecilia mi ha fatto riscoprire un grande amore, quello per il disegno. Mentre giochiamo spuntano fuori dalla mia Bic animali buffi o sognatori. Come questa cerbiatta protesa verso il cielo, malinconica ed elegante, che in punta di piedi resta in ascolto di un orizzonte a metà, gemello diverso dell'orizzonte che la sostiene. Due parti di un unico pezzo. Due mezzi che si fanno uno. In questo giorno dedicato agli innamorati amiamoci come il cielo e la terra. In questo giorno dedicato all'amore ricordiamoci ogni giorno di essere cielo e terra.

#sanvalentino

giovedì 8 febbraio 2018

Toulouse-Lautrec, Cecilia e le passioni sanguigne

10:02:00
Sono una donna in carriera. Le settimane mi rincorrono e mi ricordano che sì, Cecilia, sta crescendo e che no, non sempre ce la faccio. A volte arranco, a volte urlo, a volte chiudo un occhio per dimenticare mentre l'altro mi ricorda di restare vigile. Sempre un passo indietro, ma mai distante come una chioccia garbata che lascia agire in autonomia la sua piccola biondina in cerca di autodeterminazione. E fra un passo e l'altro misuro le nuove distanze, quelle che intercorrono fra i vecchi traguardi e quelli nuovi, successi comuni, ordinari e naturali raggiunti da altri bimbi nei secoli e nei secoli ma che per te sono unici, speciali, straordinari soltanto perché realizzati dalla tua di bimba: il primo giorno di nido, il “deciucciamento”, le prime frasi con soggetto, predicato verbale e complemento oggetto, la prima febbre che una febbre così non si era mai vista. Con questa nuova grammatica familiare affronto le mie giornate ticchettio: sveglia presto per l'asilo e resta sveglia che stasera lavori! Di carriera come donna e si spera di successo come mamma tento ogni tanto di lavorare sulle mie passioni, l'arte fra tutte, che come la scrittura dà un senso alla vita che a volte un senso non ne ha. Dei libri che leggo e delle mostre che visito ne parlo alla mia piccola biondina. Così ieri le ho raccontato la storia di un giovane bohémienne, piccolo piccolo, un metro e cinquanta di vizi e virtù, un nobile con la bua nelle ossa, Toulouse-Lautrec, che viveva di notte e produceva di giorno opere che hanno raccontato la vita di una città francese, Parigi, che durante la Bella Époque era ancora più lumière, ancora più luminosa e sgargiante e colorata come i vestiti delle ballerine del Moulin Rouge. Ma Henri non era solo festaiolo. Se con il buio le ore diventavano minuscole, di giorno si facevano giganti perché Henri lavorava sodo: stampava, dipingeva, disegnava. Era malato, piccola biondina, ma soprattutto di vita. Quella vita che a volte ti fa correre, altre camminare, altre ancora inciampare. E, se ci impegniamo, perfino rialzare per poi correre di nuovo. Perché gli appuntamenti dell'agenda della vita possono essere complicati ma anche piacevoli. Perché le giornate ticchettio possono ripetersi e farti arrancare, urlare, chiudere gli occhi. Ma se nelle tue vene, scorrerà il sangue blu delle passioni, sarai regina e all'altezza della tua vita. E se qualcosa andrà storto, tu ridi ridi e balla il can can!

Toulouse-Lautrec. La Ville lumière
Catania - Palazzo della Cultura
7 febbraio 2018 - 3 giugno 2018
www.mostratoulouselautrec.com


giovedì 28 dicembre 2017

Cioccolata calda

17:37:00
Se fuori il tempo gioca coi lupi e dentro i lupi giocano con la tua testa c'è solo una via d'uscita: la cioccolata calda. Bastano due arnesi, una frusta e un pentolino, e un gira e rigira degno dei dervisches tourners del sommo Battiato per condurvi nel Paradiso dei Goduriosi. Qui, probabilmente, rotolerete senza potervi allacciare le cavigliere del Katakali ma sarete comunque in grado di raggiungere l'estasi se il pucciamento del vostro biscotto andrà a buon fine. Potete utilizzare la Divina anche per un fine cena con amici da guarnire con mirtilli o altre bontà a forma di bacca. E, vi assicuro, che girerà tutto intorno alla stanza mentre si mangia!

ingredienti
350 ml di latte di soia
10 gr di cacao amaro
40 gr di cioccolato fondente
40 gr di zucchero di canna integrale
30 gr di amido di mais

difficoltà
facile

cottura
5 minuti

preparazione
5 minuti

Versa tutti gli ingredienti in un pentolino capiente e con l'aiuto di una frusta mescola, mescola e mescola senza lasciare grumi. Dal bollore attendi qualche minuto e continua a rimestare fino a quando la crema non si sarà addensata. Puoi mangiarla subito (pucciare i biscotti è d'obbligo!) o una volta raffreddata puoi riporla in frigo in ciotoline o bicchieri da dessert per un dopocena molto cioccolatoso. Può creare dipendenza. Goloso avvisato!  

domenica 3 dicembre 2017

Cucina fusion. Torta all'acqua con gocce di cioccolato adagiata su paesaggio improbabile

20:34:00


Il riposo estremo è quella pratica per niente fisica che sopraggiunge dopo un'intensa settimana di lavoro. Così, oggi, ho scelto un outfit molto comodo (leggi pigiama) per trascorrere una sana e ricostituente giornata a base di divano. Intorno le 17, però, il mio stomaco ha iniziato a brontolare. Ho avviato con la credenza un intenso giochi di sguardi ma, incredibilmente, ha scelto di restare serrata. Con la velocità degna di un bradipo in pensione l'ho raggiunta, consultata e odiata: celato dallo sportello solo un nero cosmico come il vuoto nel mio pancino rilassato ma con doppia tartaruga rovesciata post gravidanza. Il ventre piatto che mi ha accompagnato per quasi 37 anni, d'altronde, mi aveva stancato. Ma torniamo a noi, torniamo all'avvincente racconto. In fondo al ripiano, per fortuna, c'è sempre una luce. Ecco lei, Madam Farina 00, aperta da giorno immemore e che la data di scadenza mi ordina di consumare entro domani. E così ho obbedito. Per ringraziarla dell'ottima torta ho improvvisato un improbabile scenario ispirata da Peppa Pig. Il riposo estremo è quella pratica per niente fisica che allena comunque la tua fantasia. In cucina ma anche fuori. 

ingredienti 
280 ml di acqua 
250 gr di farina 00
180 gr di zucchero di canna integrale
 70 ml di olio di semi di girasole 
1 bustina di lievito 
gocce di cioccolato extrafondente

difficoltà 
facile

cottura 
30 minuti

Mescola tutti gli ingredienti secchi e poi aggiungi quelli liquidi. Prendi uno stampo per torta, olialo per bene, versa il composto e aggiungi qualche goccia di cioccolato. Cuoci a 180 gradi per 30 minuti circa. A piacere una bella spolverata di zucchero a velo integrale.

giovedì 23 novembre 2017

Polpettone di broccoli

12:41:00

A 39 anni suonati meritavo un forno nuovo, anzi una cucina nuova. Dopo un'intensa attività culinaria il nostro angolo cottura è volato in cielo, nel regno dei fornetti elettrici della Lidl. Per anni ho spignattato con discreto successo verdure saltate in padella, legumi, torte e patate al forno. Ma era oramai giunta l'ora di diventare una persona migliore, una cuoca migliore. Così, con una renziana rottamazione, abbiamo fatto largo al giovane forno: statico, ventilato e con una funzione turbo-grill che riesce a rendere persone migliori pure le crosticine dei miei disastri, senza supporto di slides, infografiche o followers. Il mio giovane forno, nonostante la tenera età, è un Signor Forno e come tutti i signori manterrà le sue promesse, fra tutte, quella di continuare a sfornare pietanze di qualità. La qualità, d'altronde, è un bene immateriale che si cucina a puntino e che supera ogni stagione. Anche quella nera, anzi quella nerissima dei polpettoni carbonizzati dai fornetti elettrici in saldo.

ingredienti
4 patate piccole o 2 grandi
50 gr di couscous
1 broccolo
1 carota
formaggio di soia
1 cucchiaio di farina di mandorle
sale
peperoncino
olio evo
pangrattato

difficoltà
facile

cottura
15 minuti

preparazione
30 minuti


Fate bollire le patate partendo da acqua fredda e una volta cotte schiacciatele. Nel frattempo tagliate a fette sottili il broccolo e saltatelo in padella per 15 minuti con sale, olio e peperoncino. A fine cottura, circa cinque minuti prima, aggiungete la carota grattugiata. Versate 100 ml di acqua bollente sul cous cous e dopo pochi minuti sgranatelo con i rebbi di una forchetta. Nel mixer mettete patate, broccolo, cous cous, la farina di mandorle, il formaggio (due fettine sono sufficienti) e salate quanto basta. Tritate grossolanamente gli ingredienti e spostate il composto sul pangrattato che avrete sparso sulla carta da forno. Con le mani modellate il polpettone e panatelo su tutti i lati. Preriscaldate il forno per 15 minuti e cuocete al massimo fino a quando la crosticina delle persone migliori non si sarà formata. Fate raffreddare, tagliate e mangiate!

martedì 14 novembre 2017

Martedì 14

16:48:00


Martedì 14. Mi sembra una bella data per riprendere in mano il mio blog. Martedì è il secondo giorno della settimana e io, per quelli che non arrivano sempre primi come i lunedì, nutro molto simpatia. Quattordici poi è il mio numero del cuore. Sono nata di quattordici e quattordici erano i figli che da piccola sognavo di partorire da grande. Poi sono diventata grande e ho partorito Cecilia, per gli amici Cecia, che di figli ne vale quattordici. Ma anche di più.
Da bambina facevo quindi sogni adulti, oggi sono più matura e sogno cose piccole. Tipo un foglio. Tipo una penna. Tipo una nota. Tipo una parola. Tipo una carezza. Tipo una bella data per riprendere in mano il mio blog. Così portatile sulle ginocchia, natiche sulla poltrona e coi polpastrelli in stato confusionale vi scrivo questo post. Per dirvi che ancora esisto, che sono una mamma richiedente asilo nido al momento in lista d'attesa, che mi sono messa a disegnare rinoceronti al rosmarino e giraffe dall'anima indaffarata, che indosso una maglietta a pois perché le righe mi ingrassano, che sono la stessa vegana scema di sempre.   

Un pizzico di me

Ho manie di piccolezza. Mi piacciono i sassi, le foglie, gli origami. Mi piacciono gli occhi che non mentono, le dita che sfogliano, i piedini che calciano. Mi piacciono le parole semplici e gli haiku complessi, le chiavi che aprono ma non serrano, i coriandoli che volano, le frittelle che ingrassano. Mi piacciono le gocce di rugiada e le bolle di sapone. Sì, mi piacciono le piccole, le piccole grandi cose.

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