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martedì 22 dicembre 2020

Il piatto vegano perfetto

11:32:00

Spesso mi viene chiesto come è composto un piatto vegano equilibrato. Per far sì che i nostri pasti siano sempre ben bilanciati io metto di norma in tavola sempre una fonte di carboidrati (pasta, cereali in chicco, pane, patate); una fonte di proteine (legumi, frutta secca); verdure (se riesco di due colori diversi, una cotta e l'altra cruda), una fonte di grassi (olio extravergine di oliva senza esagerare!) e non posso fare a meno del limone che uso per condire o che spruzzo nell'acqua da bere.


Questa cena ne è un esempio perfetto: 
- mezze maniche ai 5 cereali con verdure e besciamella;
- insalata di ceci e funghi con capperi e sesamo bianco.

Cecilia non aveva gradito a pranzo le mezze maniche con le verdure. Così la sera stessa ho infornato la mia fonte di carboidrati aggiungendo besciamella di soia perché so che le è impossibile resistere al richiamo della crosticina! La fonte di proteine principale del piatto risiede invece nei ceci accompagnati da lamelle di carote crude (verdure cruda arancione contrapposta alla verdura verde cotta della pasta), funghi, capperi e una bella spolverata di sesamo. E se non avete tempo di mettere in ammollo i legumi e di cucinarli non vi preoccupate perché quelli in barattolo (io uso solo quelli in vetro e non in latta) vi garantiranno le stesse sostanze nutritive.

Se non avete tempo di presentare due verdure, basta sgranocchiare un finocchio o una carota cruda prima o dopo il pasto. Per ulteriori dritte date un'occhiata alla piramide vegana e al menù settimanale presenti sul blog. 

Ho a cuore le vostre domande: scrivetemi e, come sempre, sarò felice di rispondervi!

mercoledì 2 dicembre 2020

Un colpo alla botticella (ma non quello giusto)

11:57:00



Cosa legano Roma e Catania, luoghi che amo e conosco profondamente? Il triste destino dei cavalli. Nella città eterna le botticelle hanno scorrazzato per anni moltitudini di turisti in cerca di un'esperienza da ricordare e da raccontare. Tutti in carrozza: sposini, famiglie, comitive. Perché un giro comodi, comodi non si nega a nessuno. Ma il divertimento e il piacere di qualcuno può diventare sofferenza e sfruttamento per qualcun altro. Altro che praterie: ai cavalli della Capitale è stata negata un'esistenza dignitosa e libera. Hanno trottato sotto il sole cocente e in mezzo al traffico, senza se e senza ma, per qualche rondella di carote o bruscolino. Sembra che presto le rotte delle botticelle lasceranno il centro storico (con eccezione delle Villa Borghese, il Parco degli Acquedotti e Villa Pamphilj) per percorrere le zone verdi di Roma e che i vetturini romani saranno trasformati, se vorranno, in tassisti. E i cavalli che fine faranno? Non hanno licenze da convertire, solo zoccoli consumati da una faticosa carriera subita. Ecco, non vorrei che la loro ultima corsa finisca al macello. Perché a due passi dal 2021 ancora consideriamo gli animali esseri viventi di serie b quando invece fanno parte del nostro tutt'uno. Siamo nello stesso insieme, facciamo parte della stessa famiglia, camminiamo, anzi galoppiamo, nella medesima valleverde. C'è solo una differenza: noi sappiamo costruire e demolire con le parole e i fatti. Sappiamo parlare di rivoluzione green ma poi investiamo denari in allevamenti industriali e agricoltura intensiva. In casa ci circondiamo di piante ma poi della foresta pluviale amazzonica ci importa tanto quanto i corpi usurati di queste splendide creature sottratte alla loro natura.
I cavalli, ça va sans dire, hanno vita dura pure a Catania. Se non sono "impiegati" nelle corse clandestine diventano un'attrazione turistica a forma di polpetta o bistecca: Via Plebiscito è la Mecca dei consumatori di ciccia equina, le vie o quartieri limitrofi contengono stalle poco bucoliche e stallieri dall'alto tasso di velocità.
Platealmente, in un modo o nell'altro, da una città all'altra, gestiamo gli animali come cose che oggi ci servono, domani chissà. Eppure la nostra onnipotenza, il nostro senso di superiorità, il nostro specismo stanno compromettendo la bellissima valleverde che solo per caso abbiamo la fortuna di attraversare.
Facciamoci un giro (in carrozza pur che sia elettrica), mangiamoci una polpetta (se vegetale ancora meglio), facciamo tutto liberamente tenendo bene in mente che la nostra libertà finisce dove inizia quella di chi ci sta accanto. Anche quando sfoggia una bellissima criniera.

Approfondimenti

martedì 24 novembre 2020

NOCI / bene da sapere, buono da mangiare

11:26:00


Le noci possiedono un alto valore energetico e tante caratteristiche nutrizionali. Sapevate ad esempio che togliere la pellicina ai gherigli non conviene? Anche se è amara non fatelo: è ricca di antiossidanti! Sono anche tra le fonti più affidabili di omega 3 che abbiamo a disposizione per quanto riguarda gli alimenti di origine vegetale, insieme ai semi di lino e all’olio di lino. Una porzione di noci che apporti il giusto quantitativo di omega 3 corrisponde a 30 grammi di noci (6 noci circa). Mangiatele senza riserve! 

Le noci sono:
1. una fonte speciale di omega 3 e antiossidanti
2. ricche di proteine, vitamina A, vitamina E, B1, B2, acido folico e fibre
3. benefiche per il sistema immunitario e il cervello
4. aiutano ad abbassare il colesterolo e la pressione alta
5. un ottimo alimento per il cuore
6. amiche del sonno grazia alla melatonina
7. consigliate nella prevenzione del diabete
8. utili per tenere sotto controllo i radicali liberi
9. utili nel perdere peso
10. buone di natura!

lunedì 16 novembre 2020

Avocado dei paesi tuoi

12:45:00

La parola appartiene non solo alle persone. Gli alimenti raccontano il passato, il presente e il futuro di luoghi, habitat, comunità. Ci riferiscono dettagli sui terreni, sulle temperature, sull'acqua impiegata per nutrirli, sulla qualità dell'aria, sul sudore di chi si è chinato per raccoglierli o elevato per afferrarli. Dietro ogni frutto, talvolta, c'è una storia dalla sceneggiatura contorta e dal finale tutt'altro che lieto (ma noi crediamo nelle svolte da premio Oscar, giusto?).

Così anche quando si parla di “superfood” dovremmo porci qualche domanda: da dove provengono? Che tipo di impatto hanno sul territorio, sulle persone, sugli animali? Sì, perché i loro poteri supernutrizionali non li proteggono affatto dalle speculazioni del mercato o dallo sfruttamento generale di risorse ed essere viventi.

È il caso dell'avocado, tanto buono tanto bello tanto instagrammabile, che piace talmente a tutti che il mercato lo ha reso ancora più super: il suo giro d'affari è straordinario e la pandemia sembra non averlo messo in crisi. Anzi, il contrario. Tra gli ingredienti più ordinati a domicilio, registrando un incremento del +25% nel delivery di piatti c'è proprio lui, Super Avocado: nell'ultimo anno ne sono stati ordinati oltre 45 tonnellate in Italia, soprattutto nelle grandi città di Roma e Milano.


L'avocado fa gola non solo ai golosi. Il boom mondiale di questo frutto dalla polpa verde, ipercalorico ma ottimo antiossidante, ha scatenato in Messico gli appetiti dei cartelli della droga: per l'oro verde sono state uccise persone, il mercato ortofrutticolo è stato stravolto così come l'ambiente. In Cile la situazione non è molto diversa: contadini e territori sfruttati, fiumi e falde acquifere prosciugati, abitanti senza acqua diventata un bene di mercato soggetto a proprietà privata. Danni per tutti, tranne per le tasche dei grandi imprenditori agricoli.

A questa narrativa di soprusi è possibile mettere un punto indossando il mantello del super consumatore che si fa domande, che cerca risposte ed alternative, che sceglie frutta o verdura di stagione e a chilometro zero, che fa spesa consapevole ma non alle spese del pianeta e dei suoi abitanti.

Solo così avremo quella virata che ci consegnerà l'epilogo felice tanto atteso. A volte per essere straordinari basta un like al consumo giusto. Magari fatto sul sito di un'azienda agricola che produce avocado tra le pendici dell’Etna e il mar Ionio.

sabato 2 novembre 2019

Dal Mato Grosso all'Africa: Soyalism documenta i danni della monocoltura di soia

15:40:00


Le grandi multinazionali dell'agribusiness, se potessero farlo, chiuderebbero pure la vecchia fattoria dello zio Tobia. Ci vuole spazio, sempre più spazio, per le monoculture del momento. Mentre la soia si inserisce in un ecosistema che non le appartiene, quello dell'Amazzonia, i contadini brasiliani (e non solo) vengono fatti fuori sistematicamente proprio come gli alberi della foresta pluviale. Nelle dinamiche dei potenti degli allevamenti intensivi la loro presenza risulta inutile. Tutto deve essere industrializzato, tutto deve essere finalizzato alla produzione di cibo per gli animali, tutto deve essere divorato, dai territori agli esseri viventi. Negli ultimi anni il PIL della Cina è cresciuto, così come la richiesta di carne di maiale. Quanti suini vengono allevati dai cinesi? Come vengono nutriti? Chi sceglie cosa devono mangiare? Il bellissimo documentario “Soyalism” (Elliot Films, 2018) di Enrico Parenti e Stefano Liberti – potete vederlo grazie a Doc 3 su RaiPlay cliccando qui proprio come ho fatto io – attraverso la voce di attivisti, ricercatori, scrittori e il supporto di un'efficace animazione grafica racconta tutto questo e molto di più. I tanti interessi economici dei pochi attori del “sistema” alimentare pervadono il viaggio dei due co-autori, un viaggio che parte dagli Stati Uniti e arriva in Cina, poi torna in America Latina e infine approda in Africa. Dall'alto di un elicottero “Soyalism” vola sulle piscine di feci nell'area costiera del North Carolina per poi scendere al piano (senza) terra dei contadini brasiliani, africani e cinesi schiacciati dallo strapotere e dall'integrazione verticale dei colossi della carne. In mezzo, anzi, di mezzo 70 miliardi di animali macellati, una biodiversità messa in crisi, un pianeta sempre più caldo e un cuore umano sempre più freddo.


lunedì 29 luglio 2019

FAGIOLINI / bene da sapere, buono da mangiare

10:11:00



Come si chiama il baccello non maturo del fagiolo phaseolus vulgaris? Fagiolino! Non tutti sanno che la famiglia delle leguminose include anche questo ortaggio, il più amato da mia figlia, che rispetto agli altri legumi contiene però meno calorie, proteine e carboidrati ma sicuramente più acqua.

I fagiolini sono:
1. disponibili in primavera e in estate
2. ricchi di fibre, sali minerali (soprattutto potassio) e vitamine
3. una fonte di calcio e silicio
4. utili nel contrastare l'invecchiamento cellulare
5. un ottimo alimento per i diabetici
6. diuretici perché ricchi di acqua
7. amici del cuore e della circolazione
8. consigliati in gravidanza perché ricchi di acido folico (vitamina B9)
9. benefici per gli occhi, la vista e la pelle
10. buoni di natura!

venerdì 22 febbraio 2019

CAVOLFIORE / bene da sapere, buono da mangiare

10:22:00

Io adoro i cavolfiori! Da novembre a marzo ne mangio tantissimi. Fanno bene alla salute e sono molto versatili in cucina. Di seguito tante ottime ragioni per mangiarlo!


Il cavolfiore è:
1. ricco di minerali e vitamine
2. utile nella lotta ai tumori
3. amico del cuore e della pressione arteriosa
4. un alimento antiossidante e antinfiammatorio
5. un depurativo intestinale
6. utile in caso di diabete
7. una buona fonte di acido folico
8. fa bene allo stomaco
9. migliora la qualità della pelle
10. buono di natura!

giovedì 31 gennaio 2019

Chi inquina non piglia pesci

13:23:00


Più l'estate incalza, più si cerca di smaltire il grasso in eccesso. Corsette al parco, detox, digiuni, massaggi. Nulla di grave, per carità, nel volersi bene. Ma il bene narciso, quello innamorato solo di se stesso e poco, o niente, di quello che lo circonda, resta un bene sterile che non dà frutti perché nulla condivide e nulla costruisce. Se questa generazione di umani dalle sopracciglia ad ali di gabbiano – come quella precedente e quella precedente ancora e così via a ritroso nel tempo – avesse solo investito una piccola percentuale della propria vita fatta più di immagine che di sostanza, più di in forma io mentre deformo il resto e chi se ne frega, questo posto chiamato Terra, composto perlopiù d'acqua, sarebbe ancora più ospitale, più verde, più buono da respirare, più sano da mangiare, più salubre da navigare. Oggi fare due bracciate in mare significa scambiare buste di plastica per meduse. Significa nuotare tra rifiuti marini che in realtà arrivano in gran parte dalla terraferma. Significa venire a contatto con liquidi di dubbia provenienza scaricati abusivamente. Significa mettere a repentaglio la salute del mare e dei suoi abitanti. Significa non permettere alle ali di gabbiano, quelle vere, di muoversi, di volare, di nutrire i propri piccoli perché intrappolate nelle reti abbandonate dai pescatori. Significa che alle spiagge, della nostra prova bikini, importa ben poco soprattutto quando il sodo sederino resta seduto e la raccolta differenziata resta una pratica virtuosa, sì, ma di qualcun altro.
Giocattoli, pezzi di ombrellone, piatti, bottiglie e flaconi di plastica di varia natura, esche, lenze, mozziconi di sigaretta, lattine, persino assorbenti. Sulle nostre spiagge c'è tutta la superficialità umana. Non è un caso che nelle zone di mare densamente abitate e maggiormente frequentate dai turisti l'inquinamento sia molto elevato e che il brutto, sebbene si provi a insabbiarlo, non solo riemerge ma addirittura affonda nelle nostre acque. Ecco allora cavallucci marini a braccetto con cotton fioc, tartarughe e foche intrappolate nel nylon, capodogli e balene con stomaci pieni di bottiglie, bicchieri, infradito. Perché dal bagnasciuga agli abissi gli scarti umani viaggiano che è una bellezza. Il vento e le correnti trascinano tutto inconsciamente e incondizionatamente. Quello che getti alla Playa di Catania potrebbe rimpinzare il Great Garbage Patch (l’isola di rifiuti nell'Oceano Pacifico formatasi a partire dagli anni cinquanta) o offrire l'ultimo pasto a un delfino affamato qualche onda un po' più in là. Quello che getti alla Playa di Catania può galleggiare in mare per anni, decenni, secoli. Perché tra i rifiuti più bastardi e onnipresenti c'è pure la plastica, da sola ne rappresenta il 95%, che è stata creata per durare e purtroppo dura, dura eccome. Ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica, ripeto 8 milioni di tonnellate, finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che via siano più di 150 milioni di tonnellate di plastica negli oceani. L'Italia è il terzo paese più inquinante tra quelli che si affacciano sul Mediterraneo: il Belpaese riversa in mare una media di 90 tonnellate. Il 40% della plastica europea è destinato agli imballaggi e si trasforma in 16,7 milioni di tonnellate di rifiuti.



Più del grasso in eccesso dovremmo quindi occuparci dello smaltimento delle nostre brutte abitudini. Più delle calorie dovremmo preoccuparci di quel calore umano che tutto dovrebbe avvolgere. Più delle taglie dovremmo misurare la nostra impronta ecologica. Perché se sta mano po esse fero e po esse piuma, oggi più che mai deve esse piuma. È infatti oramai assodato che il riciclo non sia più sufficiente. Occorre ridurre i consumi, cercare alternative ai materiali più dannosi per l'ambiente e cambiare prospettiva prima che le funeste prospettive ci inghiottano negli abissi di un mare senza pesci.
Avrei molto altro da scrivere e molto altro da condividere ma la maestra mi chiama: Cecilia ha preso un virus come 3/4 della sua classe. La temperatura sale e non sono quella del pianeta!

giovedì 8 febbraio 2018

Toulouse-Lautrec, Cecilia e le passioni sanguigne

10:02:00
Sono una donna in carriera. Le settimane mi rincorrono e mi ricordano che sì, Cecilia, sta crescendo e che no, non sempre ce la faccio. A volte arranco, a volte urlo, a volte chiudo un occhio per dimenticare mentre l'altro mi ricorda di restare vigile. Sempre un passo indietro, ma mai distante come una chioccia garbata che lascia agire in autonomia la sua piccola biondina in cerca di autodeterminazione. E fra un passo e l'altro misuro le nuove distanze, quelle che intercorrono fra i vecchi traguardi e quelli nuovi, successi comuni, ordinari e naturali raggiunti da altri bimbi nei secoli e nei secoli ma che per te sono unici, speciali, straordinari soltanto perché realizzati dalla tua di bimba: il primo giorno di nido, il “deciucciamento”, le prime frasi con soggetto, predicato verbale e complemento oggetto, la prima febbre che una febbre così non si era mai vista. Con questa nuova grammatica familiare affronto le mie giornate ticchettio: sveglia presto per l'asilo e resta sveglia che stasera lavori! Di carriera come donna e si spera di successo come mamma tento ogni tanto di lavorare sulle mie passioni, l'arte fra tutte, che come la scrittura dà un senso alla vita che a volte un senso non ne ha. Dei libri che leggo e delle mostre che visito ne parlo alla mia piccola biondina. Così ieri le ho raccontato la storia di un giovane bohémienne, piccolo piccolo, un metro e cinquanta di vizi e virtù, un nobile con la bua nelle ossa, Toulouse-Lautrec, che viveva di notte e produceva di giorno opere che hanno raccontato la vita di una città francese, Parigi, che durante la Bella Époque era ancora più lumière, ancora più luminosa e sgargiante e colorata come i vestiti delle ballerine del Moulin Rouge. Ma Henri non era solo festaiolo. Se con il buio le ore diventavano minuscole, di giorno si facevano giganti perché Henri lavorava sodo: stampava, dipingeva, disegnava. Era malato, piccola biondina, ma soprattutto di vita. Quella vita che a volte ti fa correre, altre camminare, altre ancora inciampare. E, se ci impegniamo, perfino rialzare per poi correre di nuovo. Perché gli appuntamenti dell'agenda della vita possono essere complicati ma anche piacevoli. Perché le giornate ticchettio possono ripetersi e farti arrancare, urlare, chiudere gli occhi. Ma se nelle tue vene, scorrerà il sangue blu delle passioni, sarai regina e all'altezza della tua vita. E se qualcosa andrà storto, tu ridi ridi e balla il can can!

Toulouse-Lautrec. La Ville lumière
Catania - Palazzo della Cultura
7 febbraio 2018 - 3 giugno 2018
www.mostratoulouselautrec.com


lunedì 12 settembre 2016

Men save the bees!

11:44:00






La professoressa Gaetana Mazzeo, laureata presso la Facoltà di Agraria di Catania nel 1986, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Entomologia agraria nel 1993. Oggi è Professore Associato dell'Università degli Studi di Catana - Dipartimento di Agricoltura, alimentazione e ambiente. Ha tenuto numerosi insegnamenti, tra i quali "Apicoltura e produzioni apistiche" e "Tutela e ruolo funzionale della biodiversità animale". Attualmente è coinvolta in un progetto di ricerca (DATABEES), che studia la caratterizzazione morfometrica di Apis mellifera. Grazie al mio amico e suo collega Salvatore Bordonaro, ho potuto inoltrarle qualche domanda.

Le regine della biodiversità sono in pericolo. Può spiegarci perché l'impollinazione è così importante e quali sono esattamente le cause di questa moria? Quali sono le misure prese dall'Italia? 
L’impollinazione delle piante fanerogame angiosperme si realizza con lo spostamento del polline (gamete maschile) sull’organo femminile del fiore in modo che il polline possa raggiungere l’ovulo e fecondarlo, secondo il normale processo di riproduzione sessuale, per costituire un nuovo individuo che porterà in sé i caratteri genetici provenienti da entrambi i sessi. Le piante si riproducono anche per via asessuale (talee, margotte, stoloni, ecc.), ma in questo caso gli organismi che ne derivano hanno gli stessi geni della pianta da cui hanno avuto origine. La variabilità genetica, che invece si ottiene con la riproduzione sessuale, garantisce agli organismi viventi la possibilità di poter adattarsi alle mutevoli condizioni in cui le loro popolazioni vivono. Per questo motivo l’impollinazione rappresenta un momento importante e delicato nel ciclo vitale di tali organismi vegetali. I più efficienti impollinatori sono gli insetti e, tra questi, gli imenotteri apoidei (comprendono sia l’ape mellifera sia tutte quelle api definite “selvatiche” – wild bees –). Gli apoidei, grazie alle loro caratteristiche morfologiche e biologiche, sono in grado di visitare i fiori per prelevare nettare e polline da utilizzare per la loro alimentazione e quella delle loro larve, effettuando nel contempo l’impollinazione. Vivendo nell’ambiente e esplorandolo attivamente, essi sono particolarmente esposti all’inquinamento ambientale prodotto principalmente dalle attività umane (industriali, agricole, ecc.) che costituisce una delle tante cause della moria di api. Altre cause sono da ricercarsi nella degradazione dell’ambiente, nella riduzione e frammentazione delle aree naturali, nelle malattie che colpiscono tali insetti e tante altre ancora. Numerosi studi al riguardo sono stati condotti in tutto il mondo e riguardano sia l’ape mellifera sia gli apoidei selvatici.
In Italia da qualche tempo c’è una certa attenzione verso tale fenomeno e la salvaguardia dell’ambiente e delle api. Diverse misure sono state prese, come ad esempio, il divieto di usare i neonicotinoidi, utilizzati in agricoltura, proprio per proteggere le api. Bisogna, inoltre, aggiungere che l’immissione di pesticidi nel mercato prevede una serie di controlli molto stringenti che comprendono anche i test di tossicità sulle api. 

Amyisla Mc Combie

Solo in Europa, ben 4 mila varietà agricole dipendono dagli insetti impollinatori (bombi, mosche, farfalle). Quali sono le colture più a rischio?
Le colture a rischio possono essere quelle per cui l’impollinazione entomogama è esclusiva e non possono essere impollinate da altri agenti, ovvero, ma questo per fortuna è un caso meno frequente, quelle impollinate da una precisa specie di insetti che è l’unica ed esclusiva impollinatrice di quella specifica specie vegetale. 

L'agricoltura intensiva non è sostenibile per nessuno (animali, uomini, pianeta). L'Italia si sta muovendo verso un'agricoltura ecologica? La ricerca è supportata adeguatamente da finanziamenti pubblici?
L’Europa e l’Italia si stanno muovendo verso metodi di produzione più sostenibili dal punto di vista dell’ambiente e della salute. A seguito della DIRETTIVA 2009/128/CE, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi, in Italia è stato emanato il PAN (Piano di azione nazionale) (Decreto 22/1/2014) che si propone di realizzare un uso sostenibile dei pesticidi riducendone i rischi e gli impatti sulla salute umana e sull’ambiente. Il PAN si propone tra l’altro, di: prevedere la difesa a basso apporto di prodotti fitosanitari delle colture agrarie, al fine di salvaguardare un alto livello di biodiversità e la protezione delle avversità biotiche delle piante, privilegiando le opportune tecniche agronomiche; prevedere un incremento delle superfici agrarie condotte con il metodo dell’agricoltura biologica.

martedì 6 settembre 2016

Una settimana da vegan

17:03:00
Mangiare vegan non è poi così complicato come molti pensano. La natura ci offre tantissimi ingredienti per realizzare portate semplici o elaborate. E, persino, a buon mercato. Un piatto di pasta e lenticchie – oltre ad essere un pasto completo – è più economico di una bistecca di maiale con contorno di patate o verdure. Ecco perché escludere alimenti di origine animale è conveniente sotto ogni punto di vista: per gli animali, per la salute personale, per quella del pianeta e per le proprie tasche. Risparmiare sofferenza, budget familiare, spese in medicinali, sperpero di acqua, dilapidazione di territori vi farà sentire ricchi e in armonia con voi stessi e con quello che vi circonda. Non fatevi spaventare dal tofu, dal seitan, dal tempeh. Non sono cibi obbligatori in un'alimentazione vegana variata. Ma nelle vostre cucine non dovranno mai mancare verdure di stagione, legumi, cereali integrali, frutta secca e fresca, olio extra vergine di oliva, erbe aromatiche. Lo sapevate che 1 solo grammo di timo (un cucchiaino) contiene 1,23 mg di ferro? Mediamente è il ferro contenuto in 100 gr di carne di pollo, maiale o vitello. Altro che proteine nobili!
Se provare una settimana 100% vegetale non vi spaventa, se siete aperti a nuove abitudini alimentari o se, semplicemente, cercate idee per la vostra spesa provate questi 7 menù. Sono genuini, casarecci, veloci, buoni di natura e con la natura. Io lo ripeto sempre: mangiare il pianeta non è di buon gusto! 
***
 LUNEDÌ

Colazione
Bevanda alla soia con caffè
Fette biscottate con crema di nocciola

Merenda
1 frutto di stagione

Pranzo
Maccheroni integrali con crema di ceci e zucchine
Tagliate finemente una cipolla bianca e uno spicchio d'aglio. Fateli rosolare in padella con un cucchiaio di olio evo e aggiungete le zucchine e i ceci (precedentemente ammollati e cotti). Aggiustate di sale e pepe e cuocete per qualche minuto. Frullate il composto con acqua di cottura della pasta. Fate addensare e condite i maccheroni.

Merenda
1 bicchiere di latte di mandorla

Cena
Vellutata di asparagi con noci
Tagliate a tocchetti gli asparagi, affettate i porri e le patate a cubetti. In una pentola scaldate l'olio evo, rosolate i porri e aggiungete gli asparagi e le patate. Aggiungete acqua, lenticchie rosse decorticate (precedentemente cotte) e fate cuocere per una ventina di minuti. Con un frullatore a immersione riducete il tutto in crema. Impiattate e aggiungete pepe, un filo di olio evo e gherigli di noci.
Pane integrale

***
MARTEDÌ

Colazione
Yogurt di soia al naturale con cereali integrali e frutta secca

Merenda
Macedonia di frutta mista con succo di limone

Pranzo
Peperoni ripieni con quinoa rossa, bianca e nera
Fate cuocere la quinoa e nel frattempo rosolate in una padella la zucchina lunga siciliana con una cipolla, olio evo e pomodori secchi tagliati a dadini. Aggiungete sale, pepe e una bella spremuta di limone. Nel frattempo pulite i peperoni e farciteli col composto. Infornate a 200 gradi per 30 minuti circa. Mangiate la vostra dose di frutta secca.

Merenda
1 frutto di stagione

Cena
Tofu strapazzato e carote saltate
Fate rosolate una cipolla con un po' di olio evo e aggiungete una ventina di pomodori datterini. Mentre il tutto cuoce sbriciolate il tofu direttamente in padella. Aggiungete qualche oliva nera, origano e sale a piacere, mescolate a fate cuocere per 10 minuti circa. Nel frattempo tagliate a rondelle le carote e saltatele in padella per 10 minuti con un po' di olio evo. Aggiungere un cucchiaio di timo secco e fate cuocere per altri 5 minuti.
Pane integrale



***
MERCOLEDÌ

Colazione
Bevanda alla soia con caffè
Biscotti alle mandorle
1 frutto di stagione

Merenda
1 frutto di stagione

Pranzo
Spaghetti di mais con zucchine, carote e panna di soia
Grattugiate una zucchina e una carota e fatele rosolare in padella con olio evo e una cipolla. Dopo qualche minuto aggiungere la panna di soia, curry e l'acqua di cottura degli spaghetti per addensare il composto. Condite la pasta e spolverate con granella di pistacchio.

Merenda
Yogurt di soia al naturale con frutta secca

Cena
Farinata di ceci con cipolle e piselli
Preparate una pastella con la farina di ceci (acqua, olio evo, sale e pepe nero) e lasciatela riposare circa 30 minuti. Saltate in una padella antiaderente con un po' di olio evo due piccole cipolle e i piselli (già pronti) e versate la pastella. Cuocete a fuoco lento entrambi i lati per 10 minuti.
Pane integrale


 GIOVEDÌ

Colazione
Bevanda alla soia con caffè
Fette biscottate con crema di nocciola

Merenda
1 frutto di stagione

Pranzo
Cous cous con verdure e edamame
Rosolate la cipolla con olio evo e curry. Aggiungete zucca, zucchine, carote e peperoni tagliati a dadini. Cuocete per 10 minuti circa e aggiungete gli edamane già cotti e il cous cous preparato con brodo vegetale. Mescolate e aggiustate di sale e pepe.

Merenda
Yogurt di soia al naturale con frutta secca

Cena
Pomodori ripieni con riso integrale e patate
Cuocete il riso integrale con brodo vegetale. Svuotate i pomodori e aggiungete l'interno al riso con qualche fetta di patata. Condite con olio evo, sale e pepe. Con un cucchiaio riempite i pomodori e infornate per 60 minuti circa a 200 gradi.
Hummus di ceci
Mettete in una padella antiaderente 3 cucchiai di olio, uno spicchio di aglio, una tazza di ceci cotti e lasciate insaporire per 3 minuti circa. Mettete il tutto in un mixer e unite anche due cucchiai di tahina, il succo di 2 limoni e due cucchiai di olio di oliva. Frullate fino a ottenere un composto omogeneo e cremoso. Cospargete l'hummus con prezzemolo tritato e peperoncino.

***

VENERDÌ

Colazione
Bevanda alla soia con caffè
Fette biscottate con marmellata
1 frutto di stagione

Merenda
1 bicchiere di latte di mandorla

Pranzo
Torta di miglio con zucca, zucchine, pomodoro e carote
Fate cuocere per 30 minuti due bicchieri di miglio decorticato in due bicchieri di brodo e zucca. Tagliate poi a dadini una zucchina e grattugiate una carota. Rosolatele in padella con un goccio d'acqua e cuocete per 10 minuti. Prendete un pomodoro, tagliatelo a dadi e aggiungetelo in una insalatiera con le altre verdure, il miglio, 50 gr di panna di soia, un cucchiaino di curcuma. Mescolate il tutto aggiustando di sale. Prendete una teglia o dei pirottini e riempiteli col composto. Infornate per 20/30 minuti a 200 gradi.
Fagioli cannellini con menta
Rosolate due cipolle in padella con un po' di olio evo mantenendola croccante il più possibile. Versate in un'insalatiera i fagioli cannellini, le cipolle, la menta fresca, il pepe e qualche goccia di limone.

Merenda
1 frutto di stagione

Cena
Insalata di rucola, mais, olive, patate e pomodori secchi
Crostini con crema di lenticchie rosse
Cuocete in brodo vegetale, per 15 minuti, circa 150 gr di lenticchie rosse decorticate. A fine cottura frullatele con un filo di olio evo, sale, pepe e succo di limone. Nel frattempo infornate qualche fetta di pane vecchio e fatelo tostare senza bruciarlo troppo. Spalmate la crema di lenticchie rosse sui crostini e condite con un filo d'olio evo.

 SABATO

Colazione
Yogurt di soia al naturale con cereali integrali
Frutta secca

Merenda
1 frutto di stagione

Pranzo
Farfalle al pesto di basilico con pomodorini e pistacchio
Nel mixer tritate abbondante basilico con olio, pinoli, mandorle e pomodorini, sale e pepe a piacimento. Condire le farfalle e condirle con il pesto ottenuto, qualche pomodorino e una spolverata di pistacchio.

Merenda
1 frutto di stagione

Cena
Torta salata con patate e peperoni
Prendete una teglia da forno circolare e disponete la pasta sfoglia vegetale (nel banco frigo dei supermercati ne trovate diverse). Ricopritela con uno strato di patate tagliate molto sottili per facilitare la cottura e poi spargete listarelle sottili di peperoni rossi, gialli e verdi, un pizzico qua e là di sale, pepe nero e olio evo a vostro piacimento. Infornate per 30 minuti circa a 180 gradi.
Burger di azuki verdi
Cuocete in brodo vegetale gli azuki e lessate le patate. Nel mixer trasferite i fagioli e frullateli con una dozzina di foglie di basilico, una carota e una zucchina precedentemente saltate in padella con un porro e due cucchiai di olio evo. Unire le patate schiacciate, pangrattato e regolate di sale e pepe. Con le mani o con l'aiuto di un coppapasta formare dei burgers e poi passateli nel pangrattato. Scaldate un filo d'olio in padella e cuocete i burgers per almeno 5 minuti. La crosticina è d'obbligo!

***

DOMENICA

Colazione
Bevanda alla soia con caffè
Fette biscottate con crema di mandorle

Merenda
1 frutto di stagione

Pranzo
Tris di riso, orzo e farro con piselli e panna di soia
In una padella rosolate una cipolla, una carota e i piselli già cotti. A fine cottura aggiungete un brick di panna di soia e aggiustate di pepe e sale mentre i cereali cuociono. Saltate il tris di riso, orzo e farro insieme ai piselli e alla panna.

Merenda
gelato vegetale con granella di frutta secca

Cena
Seitan panato e finocchi spadellati
Preparate una pastella con acqua, farina tipo O e un pizzico di sale. Prendete le fette di seitan, immergetele prima nella pastella e poi nel pangrattato aromatizzato con un po' di timo, salvia e altre spezie a vostro piacimento. Friggete in olio ben caldo o infornate se siete salutisti intransigenti! Nel frattempo tagliate le cipolle e i finocchi a fette sottili e cuoceteli in padella con un coperchio per 15 minuti circa insieme alle olive, i capperi, il sale e il pepe.
Pane integrale
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 POSTILLA CON QUALCHE DRITTA
  • Il menù è da intendersi per un adulto. Le porzioni variano in base al fabbisogno nutrizionale. Lo consiglia anche Silvia Goggi, splendida mamma vegan e medico preparato, che mi ha aiutato a migliorare questa settimana alimentare. 
  • Non sottovalutate mai l'utilità della piramide vegana!
  • Acquistate, se possibile, bevande vegetali e yogurt addizionati di calcio, vitamine, ferro e bevete acque calciche.
  • Per assimilare al meglio il ferro contenuto nei vegetali ricordatevi di aggiungere sempre una fonte di vitamina C (succo di limone per condire o nell'acqua bevuta nel pasto). Questo piccolo accorgimento amplifica fino a 6 volte l'assorbimento di ferro!
  • I legumi (fonte proteica altissima con buone quantità di minerali, soprattutto ferro) con buccia devono essere lasciati in ammollo per almeno 12 ore. Se avete problemi di “gonfiore” cuoceteli con un foglia di alloro o ricorrete a quelli decorticati. 
  • Il nostro corpo non produce gli acidi grassi omega 3. Essendo “essenziali” per il corretto sviluppo del sistema nervoso devono essere introdotti attraverso l'alimentazione. In natura le fonti migliori sono noci, semi di lino, olio di lino e semi di chia. È importante consumarli a crudo e polverizzare i semi poco prima del condimento delle vostre pietanze.
  • Non dimenticate l'integratore di vitamina B12!
  • Non sempre ho tempo di ammollare, lessare, cucinare. A volte ricorro a legumi già cotti, a verdure surgelate, a paste sfoglie già pronte. Sono una vegana senza superpoteri, lo ammetto!
***

mercoledì 10 agosto 2016

Arrestiamo l'ignoranza, acceleriamo la conoscenza

16:58:00

Ci sono vegani convinti che sia sufficiente non lavare accuratamente gli ortaggi per assumere la vitamina B12 e politici che ritengono la dieta vegetariana e vegana prive di elementi essenziali per lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti. L'ignoranza, purtroppo, viaggia su più binari e spesso si nutre di verità soggettive e preconcetti e non di dati scientifici e imparziali.
Oramai anche i muri lo sanno: vegetariani e vegani, sia grandi sia piccini, devono assumere tassativamente la vitamina B12 attraverso i vari integratori disponibili in commercio. Venire meno a questa abitudine significa mettere a repentaglio la propria salute e quella dei propri cari. Se non si è disposti a questo piccolo grande accorgimento meglio restare onnivori, limitando comunque il consumo di carne rossa e processata.
L'alimentazione vegana va bene a qualsiasi età – e non lo dico io ma i cervelli dell'American Dietetic Association, della Fondazione Umberto Veronesi, della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana (solo per citarne alcuni) – purché sia opportunatamente pianificata e seguita da un esperto, almeno fino a quando non si prende dimestichezza con la piramide vegana. Informarsi solo su internet non basta. Così come non basta leggere i titoli dei giornali, spesso fuorvianti e sensazionalistici, per sentirsi informati. O, peggio ancora, tutelati da Proposte di Legge come quella presentata alla Camera dei Deputati, lo scorso 11 luglio, dall'onorevole Elvira Savino (FI). La PdL n°3972 solo nel titolo sembra rispettare l'Articolo 32 della nostra bellissima Costituzione. La sua richiesta di “Introduzione degli articoli 572-bis e 572-ter del codice penale, concernenti il reato di imposizione di una dieta alimentare priva di elementi essenziali per la crescita a un minore di anni sedici” non fa infatti riferimento a tutti i regimi alimentari squilibrati e incompleti, ma demonizza solamente quelli veg. I «seguaci» di queste «credenze», si legge nel testo integrale disponibile sul sito della Camera dei Deputati, somministrano ai minori «addirittura bevande ricavate dalla semplice bollitura di mandorle, credendo di poterli fare crescere egualmente senza procurare loro alcun danno». Oltre a citare i recenti casi di cronaca di bambini vegani malnutriti (che vegani non erano affatto), asserisce che i «medici nutrizionisti unanimemente [...] sconsigliano da sempre di far seguire queste diete ai bambini, agli adolescenti, alle donne in stato di gravidanza e durante l'allattamento». Non ci è dato sapere le fonti utilizzate dalla deputata azzurra per la redazione di questo documento (forse Lercio?), ma sicuramente sembra non aver maneggiato studi attendibili e approfondito notizie rivelatesi poi false perché smentite dai fatti.
Ben venga il carcere per quegli adulti che causano con la loro condotta irresponsabile malattie, lesioni personali e morte dei minori. Ben venga che tutti gli adulti – onnivori compresi – siano perseguiti penalmente se colpevoli di un'imposizione alimentare pericolosa per la vita dei propri figli. Ben venga anche questa Proposta di Legge perché potrebbe far compiere un audace e ulteriore passo in avanti al Governo e al Ministero della Salute facendogli prendere una cristallina presa di posizione sulla questione informando adeguatamente gli Italiani con campagne di sensibilizzazione, aggiornando pediatri, ginecologi, medici di famiglia, insegnanti. Basta perdersi in un bicchiere d'acqua, pardon, di latte di mandorla! È tempo di arrestare l'incompetenza, la disinformazione, i pregiudizi. È tempo di accelerare la conoscenza, la prevenzione, l'educazione. Partendo dai banchi di scuola e pure dalle poltrone della nostra classe dirigente. 
Non per smentire l'on. Savino (un po' sì, lo ammetto...) ho rivolto alcune domande al medico nutrizionista che segue l'alimentazione di Cecilia, la dottoressa Rosanna La Carrubba, una laurea in Medicina e Chirurgia, un paio di master in nutrizione e dietetica (anche vegetariana) e dirigente medico presso il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, nonché iscritta alla Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.

La prima volta che ci siamo incontrate per parlare dello svezzamento vegan di Cecilia lei mi ha chiesto se in gravidanza ho assunto, tramite integratore, la vitamina B12. Può spiegare perché è importante assumerla durante la gestazione e nel corso dell'allattamento al seno?
La vitamina B12, per chi è vegetariano/vegano deve essere assunta per tutta la vita, in quanto non presente nei prodotti di origine vegetale. La madre la trasmette al nascituro e quindi deve avere buone scorte.

L'integratore di omega-3 è necessario?
Nell’adulto non necessariamente, ma nella gestante, nella nutrice e nei bimbi piccoli sì.

Durante i nove mesi e nel corso dell'allattamento al seno quali sono gli alimenti che la mamma deve prediligere?
Tutti gli alimenti per una sana e corretta alimentazione, nelle quantità appropriate alla persona.

Lo svezzamento vegan è pericoloso per i bambini? Ci può fornire qualche dato e testo scientifico?
Assolutamente no. L’American Dietetic Association, il Food and Nutrition Board del National Research Council e il National Institute of Nutrition (Canada) considerano le diete vegetariane ben pianificate una valida alternativa in età pediatrica: “Le diete vegetariane correttamente pianificate forniscono alimenti in configurazione adeguata, ma senza eccessi di energia, proteine, grassi, minerali, vitamine, acqua e fibre. Esse soddisfano le esigenze di crescita e sviluppo del lattante o del bambino, sono appropriate per l'età e soddisfano qualunque altro fabbisogno particolare della salute nel singolo soggetto pediatrico”.

Cosa non deve mancare nel piatto di un bambino vegan? È vero che la carne è fondamentale per la crescita e il latte e derivati “rafforzano” le ossa?
Cereali e legumi, frutta e verdura sono per ogni tipo di alimentazione indispensabili. La carne contiene il ferro e il latte e derivati contendono calcio, entrambi contengono la vitamina B12. Nell'alimentazione vegan questi minerali vengono assunti da alimenti di provenienza vegetale e da cibi fortificati. La vitamina B12 deve essere assunta da integratori.

La dieta vegana “limita” l'altezza dei bambini vegan?
Dati in letteratura, si evince che (Messina, 2004; ADA, 2009):
• Il peso alla nascita dei figli di madri vegetariane è simile a quello dei figli di madri non-vegetariane, e rientra nella norma..
• Nel primo anno di vita, il tasso di crescita nei figli di madri vegetariane è normale ma, pur rientrando nella norma, risulta lievemente più basso: questo dipende dal fatto che le madri vegetariane allattano più a lungo al seno.
• Dopo il primo anno, la crescita dei bambini latto-ovo-vegetariani è simile a quella dei loro coetanei non-vegetariani. Alcuni studi suggeriscono che i bambini vegani tendano a essere un po’ più piccoli, ma comunque all’interno dei normali intervalli standard per peso e altezza.

Cosa rischiano i bambini senza un'adeguata alimentazione e senza integratori?
Ritardi di crescita gravi e danni al sistema nervoso irreversibili.

Consiglia analisi del sangue saltuari per valutare i livelli di vitamina B12 e D, folati e omocisteina?
È compito del pediatra valutare il caso e decidere di conseguenza.

Qualora Cecilia decidesse, in età adulta, di mangiare carne avrà problemi?
No, o al limite, gli stessi problemi degli onnivori.

Secondo lei perché la dieta vegana suscita tanta diffidenza?
Forse perché tutto ciò che si discosta dalla “normalità” viene visto con diffidenza. 

Per lavoro le capita di confrontarsi con genitori, vegan e onnivori, sulle questioni alimentari. Quali sono gli errori ricorrenti?
Gli errori, in eccesso o in difetto, li trovo un po’ in tutti gli stili alimentari: troppa carne e insaccati, poca verdura e frutta, negli onnivori; pochi legumi e verdura anche nei vegani e in alcuni un uso eccessivo di dolci; nei LOV spesso un consumo oltre le indicazioni di formaggi e uova.

domenica 5 giugno 2016

Luoghi comuni in polvere

19:14:00


In famiglia la mia scelta vegan è stata accolta con moderato turbamento. «Diventerai anemica!» profetizzò, col dito agitato, mia madre. Dopo una gravidanza e anni di dieta vegana non c’è stato ancora verso di far avverare la sua predizione allarmista: la mia salute è ancora di ferro! Ebbene sì, con un’alimentazione vegetale, bilanciata e variegata, si rischia una buona se non eccellente condizione fisica. 
Non vi nego che un tempo ignoravo completamente l’esistenza del seitan, del tempeh o del tahin e le mie nozioni circa gli apporti nutrizionali si limitavano al mio tallone d’Achille, i carboidrati. Visto che la disinformazione nutre i preconcetti e i preconcetti ingrassano l’ignoranza, fin da subito, mi sono messa a studiare, a fare ricerche, a confrontarmi con medici e vegani navigati. Questa personale indagine culturale/scientifica mi ha condotto attraverso dati ed esperienze al cambiamento radicale del menù e alla possibilità di argomentare, con cognizione di causa, il falso mito della «proteina nobile». In parole povere: alle domande ricorrenti dei fondamentalisti della cucina mediterranea, oggi, riesco a rispondere con un sorriso, un piatto prelibato e un’informazione verificata (chiamala se vuoi deformazione professionale…). 

Ecco le domande più frequenti in cui mi sono imbattuta in questi anni. Ho preferito risparmiarvi quelle sulle carote e cetrioli che soffrono… 

Ma non ti manca la carne? È stato difficile rinunciare?
Non ho rinunciato a nulla: ho semplicemente scelto di nutrirmi esclusivamente con cibi vegetali. Frutta, verdura, legumi dovrebbero comunque costituire l’80% degli alimenti consumati anche in una “sana” alimentazione onnivora. Il mio è stato un percorso graduale: latto-ovo-vegetariana per sei mesi e poi vegana per realizzare appieno l’equa tripletta etica/ambiente/salute. Io ho avuto l’opportunità di scegliere cosa mangiare, altri meno fortunati non hanno semplicemente l’opportunità di mangiare. La vita, purtroppo, non è democratica. 

Senza carne non rischi un'anemia?
No, perché tutto il ferro di cui ho bisogno si trova nei legumi, nella frutta e nelle verdure. Per aumentare gli introiti di ferro e migliorarne l’assimilazione seguo anche qualche piccolo accorgimento, tipo aggiungere un po’ di succo di limone a ogni pasto. 

Come sostituisci le proteine della carne?
I legumi possono apportare una grande dose proteica e, se uniti ai carboidrati (tipo una pasta e fagioli) riescono a fornire tutte le proteine di cui l’organismo necessita. E poi i grassi saturi della carne rossa provocano alti livelli di colesterolo (la maggiore causa di obesità e malattie cardiovascolari); i legumi, invece, ne sono privi. 

Ma il latte e latticini non sono indispensabili per il calcio? Non rischi ossa fragili?
No, perché lo trovo nelle verdure, nei cavolfiori e in tutti i tipi di cavolo, nelle verdure a foglia (eccetto spinaci e bieta), nelle mandorle, nei semi di sesamo, nei cereali integrali, nei legumi. Acquisto poi yogurt e bevande vegetali arricchite in calcio e bevo acque calciche. Diverse ricerche scientifiche hanno dimostrato che l'osteoporosi e le fratture ossee sono più diffuse tra le persone che consumano latticini e altri alimenti di origine animale e che una dieta ricca di frutta e verdura è legata ad una maggiore densità ossea. Se poi si considera che i formaggi, come le uova, sono sorgenti principali di grassi saturi e di colesterolo è chiaro che per la salute non sono un toccasana. 

Niente latte vaccino, carne, pesce e uova per tua figlia?
Ovvio. Non ho avuto il piacere di allattarla al seno se non per pochi giorni e quindi, oggi, Cecilia beve latte vegetale formulato e il suo svezzamento è vegan. D’altronde i cibi vegetali contengono tutti i nutrienti che occorrono alla sua crescita, sono salutari e prevengono diverse malattie. Non strabuzzate gli occhi: per la sua alimentazione io e il mio compagno ci siamo affidati alle competenze di una nutrizionista dell’ASP di Catania che lavora e lavorerà, di concerto, con la pediatra. Non è carino ma dovrei consigliarla anche alla mia vicina: le sue bimbe onnivore, 10 e 12 anni, sono obese. Ma ripeto, non è carino… 

Ma allora vegana pure in gravidanza?
Certo, ho seguito un'alimentazione equilibrata (vitamina B12 di sintesi batterica inclusa), ogni tanto ho ecceduto in carboidrati (pasta e pane io vi amo!) e lo sviluppo della bambina è stato esemplare. A 40+1 settimane ho partorito un capolavoro di 3,400 kg scoppiettante di vitalità e salute!

mercoledì 1 giugno 2016

Il buon vegano

17:58:00




Emaciati, anemici, tristi, divoratori di carotine e lattughine. Nell’immaginario collettivo i vegani sono degli zombi con frigoriferi malinconici e pasti senza gusto. Insomma persone strambe, che mangiano cose strambe, in continua lotta coi carnivori. D’altronde i media – forse per audience, forse per partito preso – contrappongono la dieta vegetale a quella onnivora fomentando, inutilmente, conflitti e pregiudizi alimentari. Battute ironiche che rasentano la derisione farciscono, per esempio, alcuni talk televisivi che affrontano in maniera approssimativa la filosofia vegan, una scelta (e non una moda) articolata, che merita un’indagine più ragionata e trattata su più fronti. Perché essere vegano non significa solo avere a cuore la qualità e la vita di tutte le specie. Significa aver valutato con coscienza critica l’eliminazione totale di alimenti, indumenti, saponi, detergenti, trucchi, medicine e altro che abbia a che fare non solo con lo sfruttamento degli animali ma, anche, delle risorse (non infinite) del nostro pianeta. Significa aver maggior riguardo per la salute e il proprio benessere fisico. Sensibili? Altruisti? Salutisti? Non sta a noi dirlo. Sicuramente non siamo indifferenti ad alcuni dati. A questi dati: per soddisfare il palato ogni anno nel mondo vengono uccisi circa 50 miliardi di animali; il 18% delle emissioni globali di gas serra (più del 14% prodotto dai trasporti) deriva dagli animali allevati; il 99% della carne prodotta proviene da allevamenti intensivi; il 70% della terra coltivabile del pianeta è destinato alla produzione; il 90% della soia e il 50% dei cereali prodotti sul pianeta sono utilizzati per produrre mangimi animali; per produrre 1 kg di carne bovina sono necessari oltre 15.000 litri di acqua contro i 1.300 per 1 kg di frumento; 1 hamburger distrugge 5 mq di foresta; sostituendo settimanalmente 1 kg di proteine animali con quelle vegetali si risparmiano circa 36 kg di CO2 prodotta dagli animali; la percentuale di obesità dei vegani va dal 5 al 20% in meno rispetto ai carnivori; si riduce del 50% la possibilità di avere un infarto e di sviluppare il diabete 2; 1 bambino su 10 è obeso.
Un fardello di cifre che dovrebbe far riflettere sul peso strategico delle nostre abitudini alimentari (non è sufficiente neanche essere vegetariani perché la richiesta di latte, uova e formaggi non azzera il problema della deforestazione, dello spreco delle risorse idriche, della fecalizzazione ambientale, dell’emissione di CO2, etc). Insomma, da ridere c’è ben poco, mentre molto possiamo fare per invertire la rotta.


Essere vegan è una scelta politica che parte, dunque, dalla tavola e che mette in discussione un’intera cultura, quella della cucina mediterranea, considerata dai più la dieta perfetta. Un’asserzione che, animalismo a parte, era condivisibile decenni fa, quando la carne era un secondo raro, genuino e non imbottito di farmaci, quando gli animali pascolavano liberi e il loro nutrimento era selezionato e non nocivo. Oggi invece mucche, maiali, galline, conigli e altri animali/pietanza vivono costretti in gabbia e torture brutali scandiscono la loro esistenza. È la dura legge dell’allevamento intensivo e di un interesse economico che fa compiere all’uomo, senza pietà alcuna, azioni disumane. Molte obiezioni che rendono scettici i cultori della «ciccia» sono legate proprio al suo indotto e alla crisi che potrebbe generare una virata mondiale al vegetale. Ma non è pensabile che il tutto avvenga simultaneamente o con la stessa velocità. A piccoli passi la riconversione e la riqualificazione di tutti gli attori del sistema potrebbe colorare di verde una nuova economia basata sul rispetto, sull’etica, sull’uguaglianza e sulla salute del pianeta e di tutti i suoi abitanti.
Nuovi e vecchi brand hanno già messo in atto questa piccola grande rivoluzione: gli scaffali dei supermercati si arricchiscono sempre più di prodotti vegetali (non sempre di qualità ma da qualche parte si deve pur iniziare…), la cui domanda in Italia è in graduale aumento. Il “Rapporto Italia 2016” di Eurispes rivela infatti che oggi si dichiarano vegani l’1% della popolazione (nel 2014 i vegani italiani erano lo 0,6%).
Ricapitolando: non campiamo di aria, né di verdure lessate; reperiamo in natura tutto quello di cui abbiamo bisogno, proteine comprese; mangiamo con grande appagamento; non facciamo distinzione fra animali domestici e da allevamento; abbiamo un’impronta ecologica più bassa e siamo in forma, il più delle volte. Sì, anche i vegani ingrassano! 

Postilla / Ci sono vegani e vegani, vegetariani e vegetariani, onnivori e onnivori. Un’alimentazione verde non implica necessariamente una predisposizione ambientalista o animalista, così come un ingordo di chianine e formaggi può aver scelto la bici come proprio mezzo di trasporto. Sebbene le circostanze non sempre lo consentano, io considero un buon vegano chi riesce a mixare l’etica con le pratiche virtuose.

Un pizzico di me

Ho manie di piccolezza. Mi piacciono i sassi, le foglie, gli origami. Mi piacciono gli occhi che non mentono, le dita che sfogliano, i piedini che calciano. Mi piacciono le parole semplici e gli haiku complessi, le chiavi che aprono ma non serrano, i coriandoli che volano, le frittelle che ingrassano. Mi piacciono le gocce di rugiada e le bolle di sapone. Sì, mi piacciono le piccole, le piccole grandi cose.

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